Associazione professionale

La prima associazione dei consulenti assicurativi indipendenti italiani.

Riuniamo gli intermediari iscritti al RUI in sezione A, B o E che mettono la gestione del rischio prima del prodotto assicurativo.

Perché esistiamo

A fine 2024 il Registro Unico degli Intermediari conta 230.915 iscritti, divisi in sei sezioni amministrative. Nessuna sezione distingue il modo di lavorare. Esiste però un modo di lavorare che parte dall'analisi dei rischi del cliente e arriva alla copertura assicurativa solo quando è la risposta giusta, e chi lo pratica oggi non ha una professione riconosciuta. APCAI nasce per costruire questo riconoscimento, con l'impegno e la pazienza che la costruzione di una professione comporta.

Chi si associa contribuisce a costruire le regole e il metodo di questa professione.

Associarsi

L'associazione

APCAI nasce dall'incontro di un gruppo di intermediari assicurativi italiani che condividono un modo di lavorare e oggi non vedono ancora riconosciuta la loro professione.

Missione

APCAI ha per scopo la regolamentazione, la tutela e lo sviluppo della professione di consulente assicurativo indipendente, e la diffusione presso il pubblico della conoscenza di questa professione e del suo ruolo. Lavoriamo perché chi mette la gestione del rischio prima del prodotto assicurativo abbia un'identità riconosciuta nel mercato italiano, criteri di accesso comuni e una voce collettiva di fronte alle istituzioni, alle compagnie di assicurazione e ai clienti.

Visione

Vogliamo che nel mercato assicurativo italiano il consulente assicurativo indipendente sia riconosciuto come una figura a sé. Una persona che un cliente possa cercare, che un commercialista possa indicare, che le istituzioni possano interpellare quando si parla di rischio e di protezione. Negli anni, vogliamo che la legge italiana riconosca la consulenza del rischio assicurativo come una professione, con una definizione precisa di indipendenza e con la possibilità di lavorare a parcella per chi sceglie di farlo.

Cosa non è APCAI

  • Non è un sindacato di categoria e non si occupa di rappresentanza contrattuale.
  • Non è una scuola di formazione e non vende corsi né certificazioni.
  • Non è una società commerciale: si finanzia esclusivamente con le quote dei propri associati e non riceve compensi da compagnie, fornitori o partner.
  • Non rappresenta una singola sezione del RUI: riunisce intermediari di sezione A, B o E che condividono un modo di lavorare.
  • Non è una rete commerciale: non procura clienti agli associati e non negozia accordi con le compagnie per loro conto. Ogni associato lavora per conto proprio.

Come lavoriamo

Lavoriamo come si sono costruite altre professioni prima di noi: prima le regole condivise e il metodo, poi, con pazienza, il riconoscimento da parte della legge. La consulenza finanziaria indipendente è arrivata al riconoscimento in Italia per questa strada: il legislatore introduce la figura nel 2007 con l'articolo 18-bis del Testo Unico della Finanza, l'Albo unico dei Consulenti Finanziari diventa operativo nel 2018, undici anni dopo. Le linee guida e i criteri di accesso ci sono già; il riconoscimento richiederà ancora anni di lavoro.

Consiglio direttivo

  • Alessandro d'AnielloPresidente
  • Michael VendeminiVicepresidente
  • Edoardo TittiTesoriere
  • Filippo FischiettiConsigliere

Le posizioni dell'associazione sono spiegate nel manifesto.

Il manifesto

Il manifesto

Perché siamo nati e i valori cardine della nostra azione.

In Italia chi si rivolge a un intermediario assicurativo quasi sempre si sente proporre una copertura, senza che nessuno abbia prima studiato quali rischi corre. Partire dai suoi rischi, per capirli e decidere come gestirli, resta poco diffuso. La legge distingue la consulenza dalla semplice vendita. Nel mercato, ancora in pochi la fanno davvero.

Una famiglia che vuole proteggere il proprio patrimonio e un imprenditore che valuta come trasferire il rischio della propria azienda hanno bisogno di un interlocutore che parta dalla loro situazione, prima ancora che dal prodotto da collocare. Hanno bisogno di un'analisi seria del proprio profilo di esposizione, e di sapere che chi siede dall'altra parte del tavolo lavora nel loro interesse, non in quello della compagnia con cui ha il mandato.

Oggi in Italia chi lavora in questo modo non ha una professione riconosciuta. Ci sono gli agenti, i broker, i subagenti. Non esiste una categoria, e nemmeno un nome, per chi parte dall'analisi dei rischi del cliente e arriva a una copertura assicurativa solo quando è la risposta giusta. APCAI nasce per costruire questa categoria.

Le posizioni dell'associazione

Il rischio prima del prodotto

Una consulenza assicurativa seria comincia dall'analisi dei rischi e dalla loro misura. La copertura assicurativa arriva dopo, e solo quando è la risposta più efficiente. Gestire un rischio può significare eliminarlo, ridurlo, trasferirlo o assumerlo consapevolmente. L'assicurazione è uno degli strumenti possibili, mai un punto fisso di partenza o di arrivo.

Indipendenza nei fatti

L'indipendenza è un fatto di comportamento, prima ancora che una forma giuridica. Non si misura dal numero di compagnie con cui si lavora, né dal modo in cui si viene pagati, a provvigione o a parcella. Si misura dalla trasparenza sui conflitti di interesse e dalla disponibilità a concludere l'analisi del rischio con la soluzione giusta anche quando costa una provvigione: sconsigliare una copertura, ridurla, disdire una polizza inutile, dire al cliente che è già coperto. È questa indipendenza che l'associazione si impegna a riconoscere e a verificare nei propri associati.

Cultura del rischio

La gestione del rischio è una disciplina con una propria metodologia, applicabile a famiglie, imprenditori, piccole e medie imprese, studi professionali, condomini, enti e categorie. Diffondere questa cultura significa restituire alle persone gli strumenti per capire prima ancora di decidere.

Aggregazione fra pari

I professionisti che condividono questo modo di lavorare non sono in concorrenza fra loro. Oggi sono spesso isolati, ognuno costruisce da solo il proprio metodo e i propri strumenti. L'associazione esiste per metterli in dialogo, condividere metodi, casi, fornitori, formazione.

Selezione e responsabilità

Si entra in base a criteri pubblici e scritti, uguali per tutti. La quota non basta. Chi entra descrive il proprio metodo di lavoro e ne risponde agli altri associati: chi non rispetta i valori esce dall'associazione. La credibilità dell'associazione è la somma del lavoro di chi la compone.

Non-profit

L'associazione è ente senza scopo di lucro. Si finanzia esclusivamente con le quote dei propri associati. Non riceve compensi da compagnie, fornitori o partner commerciali. Questa è la condizione che le permette di parlare in modo libero anche quando i singoli associati, nella loro attività di intermediazione, operano nel sistema provvigionale del mercato italiano.

Il nostro lavoro

L'associazione costruisce, passo per passo, gli strumenti della professione: le linee guida professionali, i criteri di accesso, le occasioni di confronto fra associati, i rapporti con gli interlocutori istituzionali, le posizioni pubbliche su questioni di mercato. La consulenza finanziaria indipendente è arrivata al riconoscimento in Italia per la stessa strada: il legislatore introduce la figura nel 2007 con l'articolo 18-bis del Testo Unico della Finanza, l'Albo unico dei Consulenti Finanziari diventa operativo nel 2018, undici anni dopo. Lavoriamo con lo stesso orizzonte.

Il traguardo è il riconoscimento da parte della legge, con una definizione precisa di indipendenza e con la possibilità di lavorare a parcella per chi sceglie di farlo. Non promettiamo che arrivi presto: dipende da quanto sapremo lavorare bene, e a lungo.

Chi cerchiamo

Cerchiamo intermediari iscritti al Registro Unico degli Intermediari, in sezione A, B o E, che si riconoscono in questo modo di lavorare e vogliono essere parte attiva nella costruzione dell'associazione. Non cerchiamo associati passivi. Cerchiamo persone disposte a costruire e a rispondere insieme di quello che facciamo.

Cerchiamo in particolare i giovani: chi sta entrando adesso nel mestiere, chi si è iscritto al RUI da poco, gli studenti universitari che si stanno formando sulla materia assicurativa, gli intermediari sotto i trentacinque anni che lavorano già e vivono le pressioni del modello tradizionale. La professione che vogliamo costruire si costruisce insieme a chi sta cominciando. Chi entra adesso è co-autore della professione del prossimo decennio.

Cerchiamo anche interlocutori esterni: commercialisti, consulenti finanziari indipendenti, avvocati, ordini professionali, associazioni di categoria, giornalisti di settore, docenti universitari di diritto delle assicurazioni e di risk management.

Questa professione si costruisce adesso, con chi sceglie di associarsi.

Associarsi

La professione

Cosa fa il consulente assicurativo indipendente e perché in Italia il suo lavoro non è ancora riconosciuto come una professione.

Il mercato

A fine 2024 il Registro Unico degli Intermediari conta 230.915 intermediari assicurativi: 25.326 agenti in sezione A, 5.764 broker in sezione B, 194.737 collaboratori e subagenti in sezione E. Il registro li divide per sezione, non per il modo di lavorare. Così, nella stessa sezione, chi parte dall'analisi dei rischi del cliente prima di proporre una copertura assicurativa e chi la vende senza alcuna analisi sono rappresentati dalle stesse associazioni e regolati dalle stesse norme. Per il mercato sono uguali.

Cosa fa questa figura

Il consulente assicurativo indipendente parte dalla situazione del cliente e dai rischi che corre, prima ancora del prodotto assicurativo. La copertura è una delle risposte possibili, e non sempre la migliore. Tutte le posizioni dell'associazione sono scritte nel manifesto.

Cosa intendiamo per indipendenza

Per APCAI un intermediario è indipendente per come lavora. L'indipendenza non si misura dal numero di compagnie con cui si lavora, né dal modo in cui si viene pagati, a provvigione o a parcella. Si misura dalla trasparenza sui conflitti di interesse e dalla disponibilità a concludere l'analisi del rischio con la soluzione giusta anche quando costa una provvigione. In un mercato sottoassicurato come quello italiano l'esito più frequente è trovare rischi scoperti. L'analisi però può concludersi anche con la disdetta di polizze inutili già in portafoglio, con la riduzione di coperture o l'aumento di franchigie dove il rischio è sostenibile, con la prevenzione o le clausole contrattuali al posto del trasferimento assicurativo, con la conferma che quanto esiste basta. Le posizioni dell'associazione sull'indipendenza sono nel manifesto.

Il quadro normativo

Sulla carta la consulenza assicurativa è un'attività distinta dalla vendita di prodotti. Lo prevedono la Direttiva IDD (Direttiva UE 2016/97, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 68/2018) e il Regolamento IVASS 40/2018. Fuori dal perimetro stretto dei prodotti di investimento assicurativi, la legge non riserva a nessuno la parola indipendente come qualifica professionale. APCAI la usa nel suo senso concreto, con piena consapevolezza di questo quadro.

APCAI riunisce gli intermediari che lavorano così.

Associarsi Oppure leggi il manifesto.

Valori e linee guida

I cinque valori sono l'impegno che gli associati sottoscrivono al momento dell'iscrizione e in base al quale rispondono del proprio lavoro di fronte agli altri associati. Il codice etico li sviluppa in regole di condotta.

I cinque valori

Integrità

Operiamo con onestà e senza secondi fini, anche quando il cliente non potrebbe accorgersi del contrario. Non utilizziamo le informazioni che il cliente ci ha affidato in modo che possa nuocere ai suoi interessi. Non promuoviamo prodotti che non riteniamo adeguati al suo caso.

Indipendenza

Le analisi e le proposte che facciamo non rispondono a interessi commerciali di compagnie, mandanti o partner. Rispondono al cliente. L'indipendenza non si misura dal numero di compagnie con cui si lavora né dal modo in cui si viene pagati. Si misura dalla libertà delle analisi e dalla disponibilità a concludere l'analisi con la soluzione giusta anche quando costa una provvigione.

Competenza

Conosciamo la materia, continuiamo a studiarla, e lavoriamo solo nei perimetri in cui siamo competenti. Quando un caso richiede competenze che non abbiamo, lo dichiariamo al cliente e ci appoggiamo a colleghi o specialisti.

Trasparenza

Diciamo al cliente da chi siamo pagati, in quale misura, e quali conflitti di interesse esistono nel nostro lavoro. Trattiamo la trasparenza come una scelta professionale, prima ancora che come un obbligo normativo.

Responsabilità

Rispondiamo del nostro lavoro di fronte ai clienti e, da associati, rispondiamo del lavoro dell'associazione di fronte agli altri associati. La credibilità dell'associazione è la somma del lavoro di chi la compone; chi non rispetta i valori esce dall'associazione.

Le linee guida professionali

Sono il documento con cui l'associazione mette per iscritto il modo di lavorare che tiene insieme gli associati: cosa intendiamo per analisi del rischio, come si gestisce il conflitto di interesse nel sistema provvigionale italiano, quali sono i criteri di accesso, quali i doveri reciproci tra associati e i rapporti con il cliente. Chi si associa si impegna a seguirle.

Chi condivide questi valori può chiedere di associarsi.

Associarsi

Associarsi

Chi può associarsi, le quote e come si diventa associati.

Chi può associarsi

Possono associarsi le persone fisiche che si riconoscono nelle linee guida professionali e aderiscono ai cinque valori dell'associazione. Le categorie Ordinario, Junior e Sostenitore sono riservate agli intermediari iscritti al Registro Unico degli Intermediari in sezione A, B o E; la categoria Studente è aperta agli studenti universitari dei corsi attinenti. APCAI riunisce gli intermediari che mettono la gestione del rischio prima del prodotto assicurativo, qualunque sia la sezione del RUI e la forma con cui sono pagati. Il numero di compagnie con cui si lavora e la forma del compenso non sono criteri di accesso.

Si associano le persone fisiche. Le agenzie e gli studi non si associano: possono essere riconosciuti come studi aderenti, alle condizioni descritte dalle linee guida, fermo restando che l'associazione si finanzia solo con le quote delle persone fisiche.

L'associazione guarda in particolare a chi sta cominciando: le categorie Studente e Junior esistono per questo.

Le quote

  • Studentegratuita

    Lo studente universitario di corsi attinenti alla materia assicurativa, al diritto o all'economia, interessato alla professione.

  • Junior60 euro

    L'intermediario con meno di trentacinque anni o iscritto al RUI da meno di tre anni.

  • Ordinario240 euro

    L'intermediario che esercita e lavora con il metodo descritto nei requisiti.

  • Sostenitoreda 600 euro

    La persona fisica che ha già i requisiti dell'Ordinario e sceglie di versare una quota più alta a sostegno dell'associazione.

Requisiti

Per le categorie Ordinario, Junior e Sostenitore serve l'iscrizione al RUI in sezione A, B o E; per la categoria Studente serve l'iscrizione a un corso universitario attinente. Per tutte le categorie serve il riconoscersi nelle linee guida, con adesione ai cinque valori.

Per la categoria Ordinario serve in più la dimostrazione di un metodo strutturato di analisi del rischio, che segua uno standard riconosciuto come la ISO 31000. Conta il metodo: l'associazione non impone né privilegia alcuno strumento o scuola. Come prova vale, a scelta, una fra:

  • un software dedicato all'analisi del rischio;
  • un processo di lavoro documentato;
  • un esempio anonimo di analisi del rischio già svolta, dalla rilevazione dei rischi fino alla decisione sulla loro gestione.

Per la categoria Ordinario serve inoltre almeno un caso reale, reso anonimo, in cui l'analisi del rischio ha portato a non proporre alcuna copertura, a ridurre le coperture esistenti o proposte, oppure a confermare che le coperture già in essere erano sufficienti. È il segno concreto del mettere l'analisi prima del prodotto. Chi non dispone ancora di un caso di questo tipo può essere ammesso come Junior e chiedere il passaggio quando è in grado di dimostrarlo (articolo 5 del regolamento generale).

Alle categorie Studente e Junior la dimostrazione del metodo non è richiesta all'ingresso, e vale come impegno ad adottarlo.

Come ci si associa

La candidatura si presenta con il modulo di contatto in fondo a questa pagina. L'associazione ricontatta il candidato per verificare i requisiti e, quando ci sono, invia il modulo di ammissione e le indicazioni per completare l'iscrizione.

La domanda è poi valutata in modo collegiale, secondo una scheda scritta uguale per ogni candidato. Per la categoria Ordinario, e quando serve, è previsto un colloquio conoscitivo. Non è un esame: serve a verificare che il metodo dichiarato corrisponda al lavoro reale. La decisione è collegiale e motivata. A esito positivo si sottoscrivono i cinque valori, le linee guida e il codice etico, e solo dopo si versa la quota della propria categoria. Si entra per i requisiti: la quota non basta.

Come si versa la quota

La quota si versa dopo la comunicazione di ammissione e dopo aver sottoscritto l'atto di adesione, con bonifico entro trenta giorni dalla comunicazione (articolo 11 del regolamento generale). Per la categoria Studente non è dovuto alcun versamento.

IntestatarioAPCAI, Associazione Professionale dei Consulenti Assicurativi Indipendenti
IBANIT60B0854223700000000775337
BICICRAITRRF20
BancaCredito Cooperativo Ravennate Forlivese e Imolese, filiale di Faenza
CausaleQuota associativa dell'anno in corso, nome e cognome, categoria

Queste sono le uniche coordinate dell'associazione. Chi riceve una richiesta di versamento con un IBAN diverso scriva a info@apcai.org prima di pagare.

Perché associarsi

Chi si associa entra in una rete di pari e partecipa alla costruzione delle regole e del metodo della professione. Oggi un intermediario che lavora così costruisce da solo i propri strumenti, senza colleghi con cui confrontarsi. Il riconoscimento da parte della legge è un lavoro di lungo periodo.

I documenti

Lo statuto, il regolamento generale, il codice etico e le linee guida a cui aderiscono gli associati sono pubblici.

  • StatutoLe regole fondamentali dell'associazione: scopo, associati, organi. Documento PDF.
  • Regolamento generaleL'ammissione, le quote e il funzionamento dell'associazione. Documento PDF.
  • Codice eticoI cinque valori sviluppati in regole di condotta. Documento PDF.
  • Linee guida professionaliIl modo di lavorare degli associati: l'analisi del rischio, il conflitto di interesse, i criteri di accesso, i doveri reciproci e i rapporti con il cliente. Documento PDF.

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Compila il modulo con i tuoi recapiti: l'associazione ti ricontatta per i passaggi successivi. Se preferisci, scrivi a info@apcai.org.

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I nostri recapiti e i canali per comunicare con noi.

APCAI, Associazione Professionale dei Consulenti Assicurativi Indipendenti.
Sede legale: via Santa Barbara 14, 48034 Fusignano (RA).

Scrivere a

info@apcai.org

Telefono

Michael Vendemini, 331 628 6762
Alessandro d'Aniello, 333 615 4827

Stampa e interlocutori istituzionali

Michael Vendemini, vicepresidente. Scrivere a info@apcai.org.

I canali dell'associazione

La pagina LinkedIn, il gruppo LinkedIn aperto agli intermediari e il Substack.

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